Alle soglie del XVI secolo, il volto
del mondo ebraico si trasformò nuovamente in seguito alla cacciata
degli ebrei dalla Spagna e dalla Sicilia, avvenuta in quel 1492 che, con
la scoperta del continente americano, vide anche l'allargarsi del mondo
conosciuto. Gli esiliati spagnoli, molte decine di migliaia (circa 80.000
anche secondo le stime più ristrette), si sparsero nel Mediterraneo
raggiungendo Roma e Venezia, Ferrara e Napoli, il Portogallo, l'Impero
turco. Solo il mondo islamico e una parte di quello italiano si rivelaronorifugi
in qualche modo definitivi. A Roma, come a Venezia e a Ferrara, accanto
alla parte "italiana" della comunità si formarono sinagoghe di rito
spagnolo, sefardita (da
Sefarad, il nome ebraico per Spagna).
Gli ebrei convertiti forzatamente
al cristianesimo, ma che erano ancora nascostamente attaccati all'antica
fede, furono denominati in senso dispregiativo "marrani" (maiali).
Nel corso del XVI e XVII secolo, molti marrani lasciarono la penisola iberica
diretti verso terre in cui poter tornare alla pratica aperta del loro ebraismo.
Grandi mercanti, i marrani portoghesi
con il loro esodo trasformarono il volto del mondo ebraico, creando comunità
nuove (Livorno, Amsterdam, Bordeaux, Londra). Il fenomeno del marranesimo,
cioè di un'esperienza di professione occulta di religione e di identità,
mutò l'aspetto e le caratteristiche del mondo ebraico, preparando
l'avvento di una società moderna, non più basata sull'identità
religiosa. Il filosofo Barukh Spinoza fu il rappresentante più illustre
di questa cultura eterodossa.
Intanto la Qabbalà di Rabbì
Itzchàq Luria penetrava nel mondo dei ghetti, trasformava le stesse
pratiche religiose, influenzava la cultura e l'identità ebraiche. Nel
1666, un ebreo di Smirne, Shabbetài
Tzevì, si presentò come il Messia
e chiese ai turchi la restituzione di Gerusalemme e della terra d'Israele
perchè gli ebrei potessero farvi ritorno. Arrestato si convertì
all'Islam. Sull'onda di quella delusione, il mondo ebraico, che aveva salutato
con entusiasmo l'apparire del Messia, abbandonò temporaneamente
i sogni di ritorno in Israele e dell'avvento messianico in attesa di concretizzarli,
duecento anni dopo, nell'ideologia sionista, cioè il desiderio di
tornare a Sion, Gerusalemme. Ma la fine dell'attesa messianica segnò
lo spartiacque, per il mondo ebraico, tra l'era medievale e quella dell'emancipazione.
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Da: Atlanti Universali Giunti "Ebraismo" 1996 - Giunti
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